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VIAGGIO A CUBA

Questa volta non vi racconto un viaggio mio: a Cuba ci sono andati Veronica e Marco, due giovani Servas. Mi è piaciuto l'entusiasmo con cui si descrivono in situazioni, incontri e spostamenti molto poco turistici.

CUBA – 16 Agosto/5 settembre 2007

Itinerario: La Habana – Viñales – Santa Clara – Cienfuegos – Trinidad – Valle de Los Ingenios -  Santiago de Cuba – Baracoa – La Habana

Mezzi di trasporto: Bus a lunga percorrenza

 

Il viaggio era in programma da molti anni: quanto all’itinerario, di sicuro avevamo in mente di evitare accuratamente qualsiasi località super turistica con mega resorts all-inclusive. Volevamo stare il più possibile a contatto con la gente, ed incontrare nuovi amici di Servas Cuba,  se possibile. E ci siamo riusciti. Le bellezze naturali di Cuba, il fascino coloniale della capitale, la serena compostezza di Trinidad, il vorticoso ritmo di Santiago e la magia sospesa nel tempo di Baracoa sono oggetto di diffuse descrizioni su svariate guide di viaggio. Quello che ci interessa provare a raccontare è la gente che abbiamo conosciuto, le loro sfide di ogni giorno e dare solo un’idea dello sfaccettato mondo cubano.

I Servas di Cuba sono concentrati geograficamente a La Habana (con la sola eccezione di una coppia di Dayhost residente a Trinidad); il contatto via e-mail non è sempre facile, poiché non tutti dispongono di una connessione in casa e magari non accedono regolarmente alla loro mailbox. Le persone che abbiamo contattato e che per motivi personali non avevano possibilità di ospitarci per la notte si sono comunque prodigate fornendoci indirizzi di strutture ricettive e invitandoci a chiamarli per qualsiasi esigenza. Un ragazzo della ci ha addirittura invitati alla sua festa di compleanno! Dopo qualche tentativo, arriva finalmente una risposta positiva, così appena atterrati a La Habana troviamo ospitalità da Yailin. Durante cinque giorni trascorsi a casa sua – non siamo i primi che invita a rimanere oltre i classici due-tre giorni: altre persone sono rimaste qui per quasi due settimane! – abbiamo avuto occasione di passare moltissimo tempo insieme, di parlare degli argomenti più disparati, e dalle tante chiacchierate (favoriti dal fatto di conoscere lo Spagnolo) che non potremmo mai riportare completamente abbiamo tratto alcuni spunti che potrebbero essere utili per chi si accosta a questa realtà:

- il problema maggiore che la gente cubana affronta ogni giorno è il razionamento del cibo. Alcuni generi di prima necessità vengono venduti con il libretto (per intenderci, tipo quello che c’era durante la guerra in Italia) a prezzi bassissimi nelle quantità determinate dallo Stato; oltre questi quantitativi il prezzo è triplicato, in alcuni casi quintuplicato. Ciononostante i Servas che abbiamo incontrato hanno condiviso con noi quello che avevano; generalmente ci è sembrato doveroso provvedere a fare la spesa ogni sera (tra l’altro, potendo permetterci di pagare in Convertibles, la moneta che gli stranieri devono usare a Cuba, con un potere di acquisto più o meno equivalente a quello dell’Euro, avevamo accesso a una serie di beni alimentari, tipo yogurt e succhi, che loro solitamente non acquistano). Dall’Italia avevamo portato in regalo dolci tipici ed alcuni libri, ma ci siamo pentiti di non aver portato anche qualche sugo già pronto  – quelli in commercio a Cuba sono…discutibili – per preparare qualche piatto regionale o cose un po’ sfiziose come la Nutella, che avrebbero sicuramente fatto molto piacere ai nostri amici, visto il – e perdonateci per la franchezza – “piattume” alimentare che regna per le ragioni spiegate in precedenza.

- a causa di un sistema di condutture che risale ai tempi della rivoluzione, in alcuni periodi alcune zone della capitale dispongono di acqua corrente solo per alcune ore al giorno, durante le quali immagazzinano acqua in grandi cisterne. In questi casi è bene informarsi presso gli ospiti per evitare di utilizzare grandi quantità di acqua delle cisterne per la doccia rischiando di “prosciugare” le riserve.

- all’inizio abbiamo evitato, per educazione e per non essere inopportuni, di parlare di politica; in realtà siamo stati coinvolti in chiacchierate sul tema della presente situazione cubana dagli ospiti stessi, che per lo meno fra le mura di casa non hanno problemi a condividere con estrema franchezza le proprie opinioni in merito. Questo ci è successo anche durante i soggiorni presso le casas particulares.

- la condivisione è tutto, e spesso diverse generazioni condividono gli stessi spazi; questo permette a chi arriva da fuori di tuffarsi nella realtà familiare e di cogliere aspetti molto interessanti delle relazioni interpersonali tra i membri della stessa famiglia. Per intuibili motivi di spazio, la sistemazione degli ospiti è generalmente molto spartana.

- in generale le persone sono molto semplici e dirette, e non abbiamo avuto nessun problema di comunicazione. Persone conosciute da pochissimo tempo ci hanno parlato di cose personali e private, in un clima di intimità che si è creato in tempi brevissimi.

Oltre all’esperienza con gli amici Servas, una delle migliori scelte che potessimo fare è stata quella di evitare gli alberghi e di scegliere sempre le casas particulares in ciascuna delle città visitate. In realtà non c’è bisogno di arrivare a Cuba con una lista di recapiti, non c’è neanche bisogno di prenotare le casa online: c’è un fantastico sistema a catena – nulla di “ufficializzato”, una prassi che si è consolidata con il tempo e grazie al costante andirivieni dei turisti – per cui la prima casa nella città A vi chiederà quale sia la vostra tappa successiva e organizzerà tutto tramite le proprie conoscenze: al vostro arrivo nella città B troverete il nuovo affittuario ad aspettarvi (siete comunque liberi di dire che una casa non vi piace dopo averla vista di persona!), e così via per il resto dell’itinerario. Si tratta per lo più di reti che si sono instaurate tramite passaparola di turisti o di altri cubani, e la rete funziona, tra affittuari che applicano tariffe simili. Non so se sia per via della rete o per simpatia, comunque noi abbiamo pagato sempre la stessa cifra per pernottamenti e pasti, da La Habana fino a Santiago.

In tutti i casi ci siamo trovati benissimo, ed abbiamo avuto occasione di condividere parecchie serate con le famiglie delle casas; le sistemazioni sono semplici ma generalmente di qualità, per lo meno a noi sono capitate solo esperienze positive: dopo esserci ammalati nell’ultima località che abbiamo visitato siamo stati amorevolmente curati da una signora che aveva preso a cuore il nostro caso umano – non ci facciamo mai mancare malattie in viaggio! – e ci ha tenuto, malati, in casa sua studiandosi una dieta simile a quella dei degenti ospedalieri per accelerare la nostra guarigione!

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, abbiamo scelto di evitare l’auto (che ci avrebbe sicuramente portato in posti bellissimi non raggiunti dalla rete di trasporti pubblici, ma che probabilmente non sarebbe stata molto pratica per l’assoluta mancanza di segnaletica, per i distributori di benzina molto lontani fra loro etc..) e di optare per i pullman a lunga percorrenza. Ci sono due compagnie, Astro (che serve località anche piccole, è più economica ed ha una rete più capillare, ma è meno puntuale e con partenze non sempre garantite) e Viazul (puntale e confortevole, ma serve solo le maggiori località). Purtroppo su nessuna guida turistica è menzionato un provvedimento adottato recentemente: da qualche mese i pulman Astro (che prima riservavano 2 posti per corsa a passeggeri stranieri) non possono più trasportare gli stranieri, che quindi non hanno molta scelta…

Insomma, come bilancio generale – considerando anche la bellezza di tutte le località visitate - il viaggio a Cuba è stato sicuramente uno dei migliori che abbiamo fatto finora, soprattutto in termini umani…

Pubblicato il 28/9/2007 alle 11.47 nella rubrica Racconti di viaggio.

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